L’ intervento riabilitativo

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L’intervento riabilitativo con il Metodo SaM

L’intervento riabilitativo prende le mosse dal modello teorico illustrato nella pagina Metodo SaM. Elemento fondante del Metodo è l’intervento sulle capacità individuali di costruire mappe spaziali e di utilizzarle in modo adeguato nelle attività della vita quotidiana, usando il corpo come motore iniziale della conoscenza. La valutazione dinamica dell’organizzazione multimodale consente di progettare l’intervento personalizzato che tiene sempre conto degli obiettivi di outcome.

Esiste un setting specifico per la strutturazione delle sedute e diverse categorie di esercizi con la loro applicazione pratica.

Progressivamente si guida il corpo a costruire gli spazi che sono il teatro della conoscenza, partendo da esperienze corporee multimodali integrate.

Le informazioni usate sono quelle propriocettive, vestibolari, tattili e uditive, ma il corpo è lo strumento per la nostra rappresentazione del mondo, quindi, quando si riorganizza, deve subito integrarsi con il mondo, soprattutto attraverso la vista. L’integrazione multimodale fra lo spazio motorio e quello visivo è un punto fondamentale del Metodo; essa si realizza attraverso tecniche che sfruttano diverse tipologie di apprendimento: da quello senza errore o per imitazione, attraverso i neuroni specchio, fino a modalità metacognitive.

Col corpo ci muoviamo nello spazio vicino per prendere oggetti, manipolarli, porgerli a qualcuno, entrare in relazione con gli altri. Le esperienze che compiamo in questo spazio ci permettono di costruire il nostro vocabolario di atti motori. Nel Metodo SaM il corpo agisce nello spazio peripersonale attraverso una serie di esercizi che ancora una volta integrano l’esperienza propriocettiva, tattile e vestibolare con l’esperienza spaziale visiva e acustica.

Lo spazio lontano ha gli arti inferiori e il passo come strumento di costruzione privilegiato. È lo spazio dell’esplorazione e dell’allargamento delle conoscenze. Per la costruzione dello spazio lontano sono necessari sia punti di riferimento puntuali, sia un’organizzazione che ne faciliti il ricordo, anche attraverso l’utilizzo delle regole geometriche.

Esercizi specifici facilitano la strutturazione delle immagini mentali in prima e in terza persona, fino ad arrivare al maggior grado possibile di astrazione.

Si propongono anche attività diverse che, utilizzando lo spazio come medium, facilitano la generalizzazione, nel contesto più utile al soggetto.

Vivere il mondo come protagonisti attivi, che sviluppano in esso azioni più o meno complesse, permette di strutturare e sostenere un pensiero sempre più articolato e modulabile, che si adatta agli imprevisti che la quotidianità pone e che mette a disposizione soluzioni diverse, utili alla risoluzione dei problemi più svariati.